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Dal circuito al laboratorio

La collaborazione con il Politecnico vista dall’Autodromo Nazionale Monza

Umberto Andreoletti al podio alla firma dell'accordo
Data di pubblicazione

In occasione dell’evento di firma dell’accordo quadro tra Politecnico di Milano e Autodromo Nazionale Monza, abbiamo incontrato Umberto Andreoletti, Operations Director di Autodromo Nazionale Monza, per approfondire il punto di vista tecnico e operativo di chi ogni giorno lavora alla gestione di una delle infrastrutture sportive più iconiche e complesse del Paese.

Se nell’intervista a Emilio Faroldi, Prorettore Vicario del Politecnico di Milano, il focus è sulla ricerca e sulle prospettive scientifiche aperte dalla collaborazione, con Andreoletti lo sguardo si sposta sul campo: sulle esigenze concrete dell’Autodromo, sui livelli di intervento possibili e sul valore di un confronto stabile con l’università.

Dal punto di vista tecnico e operativo dell'Autodromo, quali sono le domande o le esigenze più importanti che una collaborazione con il Politecnico può aiutare ad affrontare?

L'Autodromo rappresenta un contesto ideale in cui ricerca e applicazione possono incontrarsi. Gli ambiti sui quali possiamo sviluppare le maggiori sinergie sono moltissimi: dall'architettura all'ingegneria civile e impiantistica, dall'urbanistica ai materiali più innovativi e alle tecnologie avanzate. È un luogo dove le idee possono essere progettate, testate e validate sul campo.

Del resto, nella sua storia l'Autodromo è già stato un vero laboratorio di ricerca e sviluppo, contribuendo all'evoluzione di innovazioni che hanno poi trovato applicazione ben oltre il motorsport, come i guardrail moderni, il casco integrale o sistemi di gestione dei flussi come il Telepass.

Monza può diventare, insieme al Politecnico, un laboratorio reale per studiare infrastrutture, sicurezza, mobilità e gestione dei grandi eventi. Quali ambiti vi sembrano più promettenti?

Credo che il lavoro possa svilupparsi su tre livelli. Il primo è quello strategico: definire una visione di lungo periodo che tenga conto dell'evoluzione dell'Autodromo, ma anche del suo rapporto con il Parco di Monza, il territorio circostante e la rete urbana, affrontando temi urbanistici, ambientali ed energetici.

Il secondo livello è quello progettuale, cioè la traduzione di questa strategia in interventi concreti e progressivi, attraverso competenze che spaziano dall'architettura all'ingegneria civile e impiantistica.

Infine c'è il livello gestionale, che riguarda l'ottimizzazione dei processi operativi e organizzativi. È qui che le strategie e i progetti diventano realtà, migliorando la gestione quotidiana dell'impianto, la sicurezza, la mobilità e l'organizzazione dei grandi eventi.

Che valore ha, per una struttura come l'Autodromo, confrontarsi con ricercatori, studenti e competenze diverse, dall'ingegneria all'architettura, fino alla gestione dei flussi e alla sostenibilità?

Il confronto con il mondo accademico rappresenta un valore aggiunto straordinario. Significa poter contare su competenze multidisciplinari e su un approccio scientifico capace di offrire basi solide alle scelte future.

Ma c'è anche un altro aspetto altrettanto importante: coinvolgere studenti e giovani ricercatori significa contribuire alla formazione di chi domani sarà chiamato a progettare, gestire e innovare non solo il nostro impianto, ma più in generale il settore del motorsport e delle grandi infrastrutture. È un investimento sul futuro, per entrambe le istituzioni.

Guardando ai prossimi anni, quale risultato concreto le piacerebbe vedere nascere da questa collaborazione tra Autodromo e Politecnico?

Mi piacerebbe vedere trasformarsi in realtà la visione strategica costruita insieme. Sarebbe una grande soddisfazione poter inaugurare un edificio, un'infrastruttura o una nuova procedura gestionale nata proprio all'interno di questa collaborazione, magari sviluppata dagli studenti come progetto di tesi o nell'ambito di un percorso di ricerca.

E credo che il risultato più significativo sarebbe arrivare a fare dell'Autodromo una vera estensione del Politecnico: un luogo in cui corsi, laboratori e master possano svolgersi direttamente sul campo, trasformando il circuito in un laboratorio permanente di innovazione, ricerca e formazione.

La collaborazione tra Politecnico di Milano e Autodromo Nazionale Monza apre dunque uno spazio di lavoro che non riguarda solo la pista, ma l’intera complessità di un’infrastruttura sportiva contemporanea: progettazione, gestione, sicurezza, sostenibilità, formazione. Un terreno in cui la ricerca può misurarsi con problemi reali e in cui un luogo storico come Monza può continuare a evolvere come piattaforma di innovazione.

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