Skip to main content Skip to page footer

Un ingegnere politecnico e il suo amore per Milano

La storia di Luigi Lorenzo Secchi, progettista del Centro Sportivo Giuriati ma non solo

Luigi Lorenzo Secchi
Data di pubblicazione

È stato inaugurato nel mese di maggio il nuovo Giuriati Sports Center, risultato della riqualificazione del Centro Sportivo Giuriati, costruito tra il 1929 e il 1933 sotto la direzione dell’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi, laureato al Politecnico di Milano.

Nonostante la sua impronta sia fortemente impressa nel paesaggio della città di Milano, la figura di Secchi è forse ancora poco conosciuta al grande pubblico. Il suo lungo percorso di ricerca architettonica e urbanistica parte dagli anni Venti e arriva fino ai Settanta del secolo scorso.

Luigi Lorenzo Secchi nasce ad Avenza (Massa-Carrara) nel 1899. Dopo la licenza fisico-matematica si iscrive al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1924 in ingegneria industriale. Coltiva parallelamente lo studio del disegno e delle lettere ed è grazie a questa versatilità che successivamente potrà operare con successo in diversi campi, passando dall’architettura all’urbanistica fino agli impianti tecnologici.

Nel 1925 comincia a lavorare al Comune di Milano. È qui che Secchi è impegnato a confrontarsi su un rilevante numero di opere pubbliche che avrebbero contribuito a dare forma e immagine moderna alla città. La sua carriera professionale si snoda, lungo lo spazio di queste realizzazioni, nell’organico dell’ufficio tecnico del Comune, in cui assume incarichi di sempre maggiore responsabilità fino alla sua direzione, dal 1939 al 1946.

Dal 1927 al 1940 si distingue quale progettista di numerosi edifici pubblici, tra cui molti impianti sportivi (fu lui a ristrutturare i servizi dell’Arena Civica). In questa cornice si inserisce il progetto del Centro Sportivo Giuriati, per il quale realizza le tribune e i servizi, che gli conferiranno l’aspetto che conosciamo oggi.

Nel 1928 presenta un progetto di “piscina tipo”, che avrebbe dovuto essere utilizzato in ben sette impianti in zone esterne della città. Il progetto prevedeva una vasca di 40 metri per 100, una palazzina collocata sull’asse longitudinale, con gli spogliatoi sistemati ai lati.

È da questa idea che nasce la piscina Guido Romano, “la Ponzio” come viene colloquialmente chiamata dai milanesi, situata a pochi passi dal nostro campus di Architettura. Fu il primo esempio italiano di grande piscina all’aperto alimentata con acqua prelevata dal sottosuolo, dotata di impianto automatico di depurazione e sterilizzazione, di cabine in muratura e di ampia zona sistemata a verde e per le sabbiature. Al tempo dell’inaugurazione, l’ingresso era su via Ponzio, con il padiglione dei servizi, oggi occupato dalla Polizia Locale, disegnato secondo un sobrio stile novecentesco che ricorda le atmosfere di De Chirico. Ai suoi lati erano posizionati i corpi dei camerini, ancora presenti.

Sono opere di Secchi anche la piscina Giuseppe Caimi e la piscina Roberto Cozzi di viale Tunisia, tanto moderna nelle sue soluzioni da dargli fama internazionale.

La sua ricerca si concentra anche sugli edifici scolastici nell’area urbana e nei quartieri periferici, aggiornati agli ultimi orientamenti didattici. Un esempio è la scuola elementare Leonardo da Vinci, situata al lato opposto della piazza su cui si affaccia la nostra sede.

Il 1938 vede Secchi impegnato nella realizzazione di altri importanti interventi in città: progetta la sede del Comando dell’Aeronautica Militare di piazzale Novelli, il Palazzo delle Milizie in via Marcora e la Casa del Mutilato in via Freguglia. Lo stile adottato per questi edifici risente inevitabilmente della committenza governativa, volta a un’autocelebrazione non priva di retorica imperiale.

Nel 1938, in qualità di capo della divisione urbanistica dell’ufficio tecnico del Comune di Milano, partecipa al dibattito su un nuovo piano regolatore, che però non verrà mai approvato.

Dal 1947 Secchi, lasciato l’ufficio tecnico del Comune, continua a ricoprire il prestigioso ruolo di architetto conservatore del Teatro alla Scala, che occupa dal 1932 al 1982. È lui che progetta e dirige la riforma dei ridotti dei palchi, e soprattutto la ricostruzione dopo i bombardamenti dell’agosto del 1943.

Continua inoltre a svolgere un’intensa attività di libero professionista, realizzando importanti insediamenti terziari e industriali, impianti idroelettrici e centrali termoelettriche, nonché numerosi interventi di restauro. A fianco della sua attività di progettista e realizzatore di opere, va ricordato il suo importante contributo storico e teorico. Muore a Milano il 16 febbraio del 1992.

Sullo stesso tema

Ti racconto la mia ricerca
Vista prospettica dal basso verso l’alto di un grattacielo in Piazza Gae Aulenti, Milano.
La geografia nascosta di Milano

Come la finanziarizzazione immobiliare trasforma le città

Incontri
L'architettura non è architettura: la lezione di Ma Yansong
Abbiamo incontrato Ma Yansong in occasione della sua lecture al Politecnico di Milano, organizzata in collaborazione con la rivista Domus, di cui quest’anno è guest editor. In un’aula sold out, gremita di studenti, l’architetto cinese fondatore dello …
Ti racconto la mia ricerca
Trasformare una piazza abbandonata in un polmone verde a due passi da Brasilia

Alla scoperta del progetto NBSouth con Fabiano Lemes de Oliveira

Nei luoghi della ricerca
All’interno di CRAFT
CRAFT: il nuovo laboratorio del Politecnico di Milano per territori più resilienti e anti-fragili

L’hub del Politecnico di Milano trasforma le fragilità in risorse.

Incontri
Architetto cileno Alejandro Aravena
Alejandro Aravena: l’architettura come scorciatoia verso l’equità

Ai giovani dice “Siate nerd, ma allo stesso tempo irriverenti”.

Potrebbe interessarti

Digital
Tecnologia nel deserto: mappare in 3D scavi egizi e romani con la fotogrammetria

Intervista con Alessandro Mandelli, veterano delle missioni di scavo in Egitto del Politecnico di Milano

Society and Ethics
Leggendo le carte geografiche: il sapore della scoperta

Jessica Gritti racconta la ricerca sulla sezione Carte geografiche della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”: tra catalogazione, nuove connessioni internazionali e il valore della collaborazione tra università e istituzioni culturali.

One Health
Instabilità geopolitica, crisi sanitarie: i rischi nella filiera farmaceutica e come gestirli
Tra i tanti effetti collaterali del COVID, c’è stato anche quello di mostrarci quanto fosse precario l’equilibrio di alcune filiere produttive davanti a emergenze di entità globale. Il blocco navale dei container in Cina, il principio attivo del…
Umberto Andreoletti al podio alla firma dell'accordo
Dal circuito al laboratorio

La collaborazione con il Politecnico vista dall’Autodromo Nazionale Monza

Materials
Compostabile, commestibile, fatta di mela: l’etichetta che riduce l’impatto ambientale del packaging alimentare